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Jeff Buckley PDF Stampa E-mail
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Articoli - Biografie

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Jeffrey Scott Buckley (Anaheim, 17 novembre 1966 – Memphis, 29 maggio 1997) è stato un cantautore e chitarrista statunitense.

Nasce ad Avesa, nella contea di Orange, in California, dal cantante Tim Buckley e dalla violoncellista Mary Guibert, di origini panamensi. Tim Buckley abbandona ben presto la moglie Mary, per partire alla volta di New York e di nuove prospettive di lavoro nel mondo musicale della Grande Mela anni sessanta. Viene quindi cresciuto dalla zia Peggy e la nonna, dato che sua madre è costretta a lavorare per mantenere la famiglia. Più tardi Mary si sarebbe risposata con Ron Moorhead, dal quale avrebbe poi avuto un secondo figlio, Corey, fratellastro di Jeff, mentre Tim si risposerà e crescerà il figlio della sua seconda moglie. Durante i primi tre anni di vita del piccolo Scotty, Tim fece apparizioni occasionali nella vita del figlio, celando sempre la propria identità. Il primo e unico incontro tra padre e figlio, durante la quale Jeff fu consapevole di chi fosse l'uomo che aveva davanti, avvenne nella Pasqua 1975. Tim sarebbe morto il 29 Maggio di quello stesso anno. Intorno all'età di sei anni, Jeff inizia a suonare la chitarra, sua grande passione. All'età di tredici anni decide di riappropriarsi del nome di suo padre, nome con il quale diventerà famoso al grande pubblico, Jeff Buckley. Lo stesso anno si trasferisce a New York per frequentare il liceo. Conclusi gli studi, lascia la casa natale per andare a vivere da solo a Hollywood, dove frequenterà il Guitar Institute of Technology, presso il quale conseguirà un diploma nel 1985. Negli anni seguenti Jeff entra a far parte di diverse band, fra le quali "Shinehead", "Rainbow's End" e "Group Teraphy". Nel 1990 Hal Willner, produttore musicale, lo invita a suonare per il Greetings from Tim Buckley alla Saint'Ann Church (New York), dove Jeff, da tempo deciso a trasferirsi, coglie l'occasione per realizzare il suo desiderio. È un momento storico, per la vicenda di Jeff: in questa occasione conosce Gary Lucas (chitarrista che aveva collaborato anche con Frank Zappa) che lo annovera tra i suoi Gods & Monsters, progetto rock-blues a line-up variabile. Con Gary Lucas, Buckley, scriverà i famosi pezzi Mojo Pin (il cui titolo originale doveva essere And You Will, ovvero "E Lo Farai") e Grace (originariamente Rise Up To Be, "Risorgi"), title track del suo unico album in studio. Nel 1992 firma un contratto con la casa discografica Columbia Records, tramite il chitarrista e dirigente Steve Berkowitz (autore del mixaggio del suo primo CD, un EP dal titolo Live at Sin-é uscito nell'agosto del 1993, locale nel quale Jeff si esibì più e più volte agli inizi della sua carriera). Mette quindi su una band di supporto, di cui entrano a far parte:

Michael Tighe, chitarrista, vecchio amico di Buckley;

Mick Grondhal, bassista, fan di Jeff dai tempi dei suoi concerti alla Columbia University;

Matt Johnson, batterista, ex Chainsaw Kitten.

Partono allora per uno showcase-tour negli Stati Uniti ed Europa (con tappe in Inghilterra, Olanda e Francia, nazione nella quale fu molto apprezzato). In Italia si esibisce per tre volte (il 16 settembre 1994 a Milano, il 17 febbraio 1995 Cesena e il 15 luglio 1995 a Correggio). Si sente quindi pronto per incidere il suo primo album. Andy Wallace, che lavorò anche all'album Nevermind dei Nirvana, fu scelto come produttore. Jeff, volle inoltre, che Gary Lucas partecipasse alla produzione dell'album, suonando nelle tracce Grace e Mojo Pin. La band, quindi, si ritirò negli studi di registrazione di Woodstock per circa tre settimane. Il 23 agosto 1994 pubblica il suo lavoro più importante, Grace, un album di dieci tracce che fu osannato dalla critica musicale; ebbe vari riconoscimenti, tra i quali il "Gran Prix International Du Disque dell'Academie Charles CROS", il disco d'oro in Francia e in Australia (nazioni dove il suo successo fu più evidente). Delle dieci tracce incise sette sono originali, mentre tre sono cover. Originariamente, nel disco, sarebbe dovuta rientrare anche Forget Her, ma Jeff decise di non pubblicarla, e venne quindi sostituita da So Real. Dal gennaio 1994 al febbraio 1996 Jeff è perennemente in tour per promuovere l'album: Nord America, Giappone, Oceania, Europa. Nel 1996 Matt Johnson, batterista, lascia il gruppo, ma i motivi non sono affatto chiari: si parla di droga, stress o semplicemente voglia di sperimentare nuove strade. Venne sostituito inizialmente da Eric Eidel, e successivamente da Parker Kindred. Iniziano quindi i lavori per il nuovo album, che avrebbe probabilmente dovuto chiamarsi My Sweetheart the Drunk. La band si esibisce sotto falsi nomi nei locali dell'est degli Stati Uniti, durante il Phantom Solo Tour che parte il 6 dicembre 1996, quando si esibiscono con il nome "The Crackboats". Altri nomi usati durante il tour furono: "Possessed By Elvis", "Father Demo", "Smackrobiotic", "Crit Club", "Topless America". Chiude quindi il 14 e il 15 dicembre a Washington, come "Martha & The Nicotines" e "A Puppet Show Named Julio". Il 14 febbraio 1997 Jeff parte con il gruppo, destinazione Memphis, per le registrazioni del nuovo disco. Il produttore designato è Tom Verlaine. Le sessioni terminano nel marzo 1997, dopodiché la band torna a New York. Jeff invece si trattiene a Memphis. Ma la casa discografica non è contenta del materiale. Jeff, richiama dunque la band invitandola a tornare a Memphis. Il 29 maggio 1997 fra le 20 e le 21, prima di andare in studio, Jeff si trova con il suo roadie Keith Foti a bordo del furgone di quest'ultimo. I due si fermano nei pressi del Wolf River, affluente del Mississipi. Jeff ha voglia di fare un bagno. Si immerge nelle acque del fiume con addosso i vestiti e gli stivali, e nuota a dorso fino ai piloni del ponte sull'autostrada, cantando il ritornello di Whole Lotta Love, dei Led Zeppelin. Comincia a farsi buio. Keith richiama più volte Jeff chiedendogli di tornare a riva. C'è un battello che arriva dalla direzione opposta, ma ormai è troppo tardi: pochi secondi e Jeff Buckley scompare nelle acque del Wolf River. Alle 21, circa, Keith chiama la polizia, che arriva un quarto d'ora più tardi e inizia a dragare il fiume. Successivamente telefona a Michael Tighe, a cui affida il compito di dare la notizia alla madre di Jeff, Mary Guibert, che si trova a Los Angeles. La mattina del 5 giugno un passeggero del traghetto American Queen nota una sagoma di un corpo umano impigliato tra i rami di un albero che galleggia sotto il ponte di Beale Street, la via più importante di Memphis. Il corpo di Jeff viene riconosciuto da Gene Bowen, tour manager di Buckley; il riconoscimento avviene grazie ad un piercing all'ombelico e dalla maglietta che Jeff indossava al momento della scomparsa. Da sottolineare il fatto che Buckley, prima dell'annegamento, era di buon umore e, come risulta dalle analisi, era completamente sobrio e non era sotto effetto di stupefacenti, tanto che si parla soprattutto di congestione e di imperizia del pilota del battello finito sopra Jeff. Il 1º agosto 1997 si celebra l'ultimo addio a Jeff Buckley, nella chiesa di Saint'Ann a Brooklyn, lì dove era iniziata la sua carriera durante il Tim Buckley Tribute. La chiesa è gremita di persone, e la cerimonia si chiude con un toccante discorso di Mary Guibert. Nel corso degli anni usciranno vari album postumi come Mystery White Boy, Live a l'Olympia, Live at Sin-é (Legacy Edition), Grace Around the World. È tutt'oggi considerato una delle voci più emozionanti nel panorama musicale e, come per altre icone musicali aventi una storia alle spalle struggente, quali Kurt Cobain o Layne Staley, ancora oggi rimane un personaggio molto amato e rimpianto. Resta indimenticabile, per i cultori della musica d'autore, la cover di Hallelujah, scritta da Leonard Cohen, da molti considerata superiore all'originale.

 
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Video messaggio della signora Olivero


la soprano MAGDA OLIVERO regala un saluto all'Associazione Cotogni
 
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Il 14 giugno 2011 è stato occupato il Teatro Valle di Roma. Gli occupanti del Teatro Valle di Roma sono le Lavoratrici e i Lavoratori dello Spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori, stabili, precari e intermittenti che da tempo portano avanti lotte in modo diretto ed autorganizzato contro i ripetuti attacchi al mondo dell’arte e del sapere, contro i tagli alla cultura e per i nostri diritti!

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In questa categoria troverete due sezioni di suggerimento: L'Arte del Sogno in cui vi segnaleremo artisti che non hanno problemi a sognare ad occhi aperti e Vizi d'Arte, Vizi d'Amore, un concept di mostre, film, album e libri che ci sono piaciuti ultimamente.
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Martedì 20 dicembre alle ore 16.00 presso l'Associazione Onlus ANTEA in Piazza Santa Maria della Pietà, 5 ci sarà il Concerto "Per un Natale di musica e canto". Buone Feste!

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 La voce del padrone

 

Il canto è la più fragile delle arti, perché ha come strumento principale la psiche umana. I motivi per cantare, ossia il far musica col proprio corpo, sono molteplici e sono alla base di ogni atto creativo. Considero la motivazione l’elemento più importante della ricerca personale, che deve accompagnare necessariamente tutto il lavoro vocale.

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Questa è la categoria più logorroica e succulenta. Troverete: i Personaggi per noi più eclettici ed eccentrici che ci piacciono tanto; Compositori avant-garde e la sezione per noi molto importante, ossia l'Artista e l'Impegno per ricordare tutti quegli artisti che si sono distinti per l'impegno collettivo, alle volte, rimanendo nell'oblio.

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Conosco bene la lotta, che combattono tante persone: "Sono un artista, non sono un artista?" È una lotta spaventosa, ed è questa lotta che fa la differenza fra di noi e quelli che prendono le cose con minore serietà.

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Pillole di Cotogni
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“L’articolazione è la forma esteriore e sensibile della parola, la pronuncia è la forma interiore. L’orecchio sente il suono articolato, lo spirito sente il suono pronunciato”. C. Gounod

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C O R S I  2012

Tecnica vocale e canto a cura della Maestra Rosa Rodriguez:

  • Livello MEDIO;
  • Livello AVANZATO;
  • PERFEZIONAMENTO;
  • Preparazione REPERTORIO.

Si propone lo studio dello strumento voce, la sua costruzione ed i lavoro necessario per dar vita a qualsiasi forma di canto artistico. Ed è il cantare facile in ogni genere musicale, l’elemento che distingue insieme al proprio suono ogni bravo cantante. Affinché questo accada, bisogna unire al lavoro vocale una rieducazione del lavoro del corpo. Si elimineranno così le tensioni superflue legate ad un uso scorretto del movimento corporeo: caricare collo – testa – schiena, il quale crea difficoltà respiratorie e ostacola il suono, portando, inevitabilmente, ad una spinta che impedisce una prestazione artistica di qualità. L’obiettivo è riuscire a cantare in maniera naturale, a prescindere dal genere musicale, valutando, un repertorio idoneo alla propria voce.

Maggiori info nella locandina


S E M I N A R I O

La tecnica Alexander ed il lavoro del corpo. Il seminario si svolge in quattro incontri. È rivolto a cantanti d'ogni genere, ad attori, e a tutte quelle persone che usano la propria voce come strumento di lavoro. Ha come finalità quella di ristabilire un corretto rapporto fra la posizione del corpo, la respirazione, ed il suono della voce, evitando l'affaticamento vocale. La tecnica Alexander ci insegna ad utilizzare la quantità di tensione necessaria per compiere semplici attività quotidiane come sedersi, camminare, stare in piedi, abbandonando le abitudini scorrette.


ALCUNI  S O C I


CANTO & CONTO

Antonio Cotogni

Ascolta la voce di ANTONIO COTOGNI

Duetto tratto da "I Mulattieri "di Masini con Francesco Marconi

 Rara incisione di Antonio Cotogni che a 77 anni canta "O casto fior" 

La voce di Antonio Cotogni è stata una delle più belle che siano mai esistite. Estesa dal La naturale basso al Si naturale acuto, fu giudicata come la voce-tipo del baritono. Hanno detto della sua voce: "Essa è piena, fluida, eguale e commuove specialmente l’uditorio nel canto a fior di labbra. Artista perfettissimo, il Cotogni fa di ogni sua parte una creazione; difficilmente sorgerà un altro cantante ad emularlo; a superarlo giammai". Fu infatti il più grande baritono del suo tempo, grande come cantante e come attore, e solo Mattia Battistini, che si formò sotto la sua guida sapiente, riuscì poi ad avvicinarglisi.

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