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Giuni Russo PDF Stampa E-mail
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Articoli - Biografie

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Nome d'arte di Giuseppa Romeo (Palermo, 7 settembre 1951 – Milano, 14 settembre 2004), è stata una cantante italiana di musica sperimentale. Artista che fu sempre votata alla ricerca, forte di una vocalità fuori dal comune per potenza e originalità espressiva. La sua lunga carriera ha inizio nel 1967, anno in cui vince il Festival di Castrocaro, dove consegue la vittoria, che la porta al successivo Festival di Sanremo con la casa discografica Columbia. Malgrado le premesse, l'esordio di Giusy Romeo non tra i più esaltanti. Tre anni dopo, infatti, la Columbia la abbandona dopo tre singoli di scarso riscontro commerciale e una breve tournèe in Giappone nel 1969. Per tutti gli anni Settanta tenta di raggiungere una collocazione discografica degna del suo talento, incoraggiata dall'amica e compagna di vita Maria Antonietta Sisini, che ne diventa autrice e produttrice. Giusy Romeo diventa Junie Russo. In quegli anni collabora con Cristiano Malgioglio, firmando anche testi per altri artisti. Nel 1975 pubblica il suo primo LP Love is woman con la allora neonata divisione italiana dell'etichetta tedesca BASF: l'album, interamente cantato in lingua inglese, fu apprezzato dalla critica, ma non venne recepito dal grande pubblico anche a causa della scarsa distribuzione. Dopo alcuni 45 giri che passano abbastanza inosservati, nel 1979 Alberto Radius la porta alla CGD, etichetta discografica milanese per la quale firma un contratto quinquennale. Nel 1981 esce quello che probabilmente è il suo lavoro migliore, dal titolo Energie, nel quale collaborano Franco Battiato e Giusto Pio: all'album, piuttosto all'avanguardia per arrangiamenti e utilizzo della voce, segue un singolo di enorme successo commerciale come Un'estate al mare (1982), che rimarrà la sua hit più famosa. Negli anni successivi entra in contrasto con la sua manager Caterina Caselli Sugar e con tutta la CGD, che vuole esclusivamente produrla come cantante da 45 giri per il mercato estivo, nel tentativo di replicare il successo di Un'estate al mare, limitandola fortemente nella sua evoluzione artistica. Dopo il successo di Limonata cha cha cha (1984), promossa contro il suo volere dalla manager, nel 1985 chiede e ottiene una liberatoria dalla CGD in cui viene esplicitamente additata come artista capricciosa e ingestibile: a questo punto per lei le porte della discografia che conta, sembrano chiudersi definitivamente. Nel 1986 ottiene un altro grande successo con Alghero, ennesima hit estiva che però viene pubblicata da un'etichetta minore che non può assicurarle la distribuzione e la visibilità degli anni CGD. A poco serve Adrenalina, duetto, seppur esilarante, con Donatella Rettore (1987). Nel 1988 la Russo riprende la ricerca e la sperimentazione musicale con A casa di Ida Rubinstein, album pubblicato con la collaborazione di Battiato, in cui avviene la fusione tra musica leggera e musica lirica (arie da camera di Bellini, Donizetti e Verdi). Il lavoro viene osannato dalla critica, ma non ha le caratteristiche per giungere al grande pubblico, così come Amala (1992), singolo-incursione nella World Music. In questi anni difficili, l'artista, oramai emarginata dal mondo dello spettacolo e non solo per motivi artistici, intraprende un percorso spirituale che la porta a ispirarsi a Santa Teresa d'Ávila e a San Giovanni della Croce, entrambi dottori della Chiesa, per le sue nuove composizioni, tra cui spiccano La sua figura e La sposa, pubblicate nell'album Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (1994), dove collabora ancora con Battiato. Successivamente inizia a esibirsi con maggior frequenza in luoghi di cultura e di preghiera in cui lo spettatore è coinvolto esclusivamente dalla musica, dunque un'atmosfera ben lontana dai lustrini dello show-business che non fu certo la dimensione a lei più congeniale. Malgrado ciò il suo pubblico avverte la sua mancanza nel mondo della discografia e tra mille difficoltà la Russo riesce a pubblicare ben due album dal vivo, l'ultimo dei quali realizzato nel 2002 con la Sony Music, colosso industriale che finalmente le da carta bianca sulla direzione artistica da intraprendere. Paradossalmente è proprio questo il momento in cui l'artista scopre di essere irrimediabilmente ammalata di tumore, ma appare serena e risoluta grazie al suo percorso di preghiera e di fede, sfoggiando, nonostante tutto, una straordinaria agilità vocale al Festival di Sanremo 2003: Pippo Baudo le consente di ritornare in gara dopo 35 anni con Morirò d'amore, arrangiata dall'amico di sempre Franco Battiato. Sanremo 2003 le restituisce la grossa visibilità che ben merita il suo grande talento: la Sony Music fa uscire altri due album, ma oramai è tardi. Giuni Russo si spegne il 14 settembre 2004 all'età di 53 anni. Negli anni successivi alla sua prematura scomparsa è Maria Antonietta Sisini a occuparsi del patrimonio artistico della Russo, promuovendone l'arte e mantenendone vivo il ricordo attraverso numerose pubblicazioni postume.

 

 
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