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News - Didattica

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La razon y los suenos - La ragione ed i sogni

Il canto è la più fragile delle arti, perché ha come strumento principale la psiche umana. I motivi per cantare, ossia il far musica col proprio corpo, sono molteplici e sono alla base di ogni atto creativo. Considero la motivazione l’elemento più importante della ricerca personale, che deve accompagnare necessariamente tutto il lavoro vocale. La motivazione va alimentata con gli stimoli che la società, la cultura, lo studio, le persone a noi vicine, possono darci.

I grandi momenti dell’arte quali rinascimento, barocco, romanticismo, etc. sono sempre stati momenti di enormi stimoli, che sebbene non coinvolgessero come oggi, gran parte della società, hanno creato cambiamenti fondamentali nella cultura dell’epoca.

Oggi si potrebbe pensare che il progresso tecnologico abbia potenziato gli stimoli. Sicuramente ha aumentato l’informazione globale e stimolato il nozionismo, con il facile accesso ad un numero enorme di dati, che favoriscono una maggiore visione d’insieme degli elementi che integrano il lavoro di ricerca. Internet è la più grande biblioteca del mondo, dove si trova tutto, ma dove bisogna saper cercare. Il progresso tecnologico si rivolge più alla ragione che alla passione e spesso la ragione nell’arte è in aperto conflitto con la passione. Vivere la propria vita in funzione dell’arte, a prescindere da una sicura affermazione sociale ed economica, è sicuramente poco ragionevole. Scegliere, poi, di vivere per la voce e fare del proprio strumento il centro della ricerca per capire il segreto della voce umana, sembra un progetto particolarmente utopico. Perché cantare, significa mettere insieme l’abilità tecnica e la volontà di creare. Si, la volontà, perché cantare è un atto di volontà, ed è molto di più di quello che si può definire, genericamente, come il richiamo dell’arte; piuttosto è prendere la decisione di offrire al giudizio degli altri, una piccola parte di quello che è il proprio essere segreto, l’elemento più essenziale della propria anima, il fondamento della propria personalità. Da artista, (non per bravura, ma per scelta di vita), mi sono sempre convinta che non mi interessava come sarebbe stata sentita e valutata la mia opera. Pensavo che l'atto creativo in se è quello veramente importante (e non come viene accolto e cosa si farà del prodotto finito). In un momento particolarmente difficile della mia vita, ho smesso di crederci. E quando non si crede più che l'atto creativo in se stesso , vale di più del giudizio degli altri, si resta paralizzati. Perdere la motivazione, significa che ti ritrovi in mano solo la materia, il mezzo, la laringe, il diaframma, il fiato, l’intonazione, il tempo. Elementi concreti, che solo la passione riesce a far vivere, altrimenti sono oggetti che esprimono solo se stessi. Si può sempre cantare certo, la gente lo fa continuamente, ma quello che si produce con il suono, senza essere animato dalla passione, è solo un esercizio di tecnica e nulla più, perché manca proprio del bisogno di dare, della volontà di essere vulnerabile, della voglia costante di rischiare per un risultato superiore. Ed è solo quando ho liberato il mio canto dal compito della mia realizzazione personale, che ho ritrovato la fede, e la fede nell’arte è la volontà creativa. Quell’elemento magico che appare e fa superare i momenti di frustrazione, quando sembrano morire tutte le speranze. E la volontà creativa, non può essere un atto messo solo al servizio della nostra personale affermazione, non fa bene allo spirito concentrarsi troppo su stessi, inaridisce. L’atto artistico sincero è la più alta forma di generosità dell’anima. Non si può essere artista per se stesso. Ed è fondamentalmente pensando agli altri, che possiamo evadere dai nostri limiti e creare in noi l’emozione che ha la capacità di evocare una simile commozione in coloro che ci ascoltano. E’ in quel momento magico di condivisione con gli altri, delle nostre più profonde emozioni, che attraverso un processo artistico, si possono realizzare i nostri sogni. E non importa in quale epoca della nostra vita coltiviamo questi sogni, l’unica cosa veramente necessaria è che i sogni esistano.

“Coloro che sognano di giorno, sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte”  Edgar Allan Poe.

Rosa Rodriguez



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Definire un percorso educativo vuol dire percorrere ogni singolo tratto, in modo da capire quali sono gli ostacoli più o meno evidenti da eliminare e quali gli elementi importanti da recuperare. Vorrei cercare quindi di definire cosa significa insegnare a cantare. È sempre possibile? Vogliamo che gli allievi imparino, ma ci preoccupiamo abbastanza che capiscano il valore di quello che fanno? Non credo che serva solo motivare lo studio in funzione di una carriera artistica più o meno fortunata. Penso che occorra dare ai ragazzi una diversa ragione per la quale venire a lezione e soprattutto una valida per tornarci. Per ottenere questo risultato cosa dovrebbe fare l’insegnante di canto? Qualunque sarà la nostra risposta a questo importante quesito, dobbiamo prendere atto che, per quanto riguarda la tecnica vocale è il tempo della crisi più assoluta. Ci sono innumerevoli teorie in conflitto, che si convertono spesso in “vicoli ciechi” e che fanno si che la grande maggioranza degli allievi, non abbia nessuna sicurezza nel riuscire ad ottenere un metodo di lavoro, che dalla prima lezione gli insegni a migliorare la propria vocalità. Insegnare vuol dire educare all’arte, ossia alternare libertà e disciplina, incoraggiando la fantasia individuale e preparando l’allievo ad aperture più vaste da inserire nelle regole ferree di una buona e sana tecnica vocale. Se vogliamo un paese musicale degno della sua gloriosa tradizione vocale, non dobbiamo contare solo sull’individuo ed aspettare l’arrivo del genio che salverà la situazione. Questa profonda inversione di tendenza non si ottiene soltanto con teatri, concerti o manifestazioni sporadiche, soggette a mode e interessi vari. Si potrà ottenere invece, con la cultura musicale di base nella scuola, con l’insegnamento della musica e del canto non più limitato a pochi eletti. Ma esteso ad un gran numero di bambini ed adolescenti. Per fare questo bisogna ricuperare l’artigianato dell’insegnamento. Poche regole, ma precise: respirazione rigorosamente nasale, senza rumore né contrazione muscolare facciale, postura eretta, collo rilassato e mento sciolto. Adoperando la respirazione diaframmatica si ottiene più facilmente il sostegno del suono e così si evitano abitudini nocive alla salute vocale. La respirazione orale, per la bocca o mista, comporta seri rischi, non solo alla voce ed all’ intonazione dei suoni, ma è anche concausa importante del riflusso gastro - esofageo o dei disturbi più generalmente legati allo stomaco e dal processo digestivo. Si dice spesso che per una respirazione veloce ”non ci sia tempo” per respirar con il naso. Non è esatto. L’educazione della respirazione fa sì che, i cosiddetti “fiati rubati” della migliore tradizione canora, siano in se stessi elementi di grande fascino vocale, e un aiuto importante per mantenere il controllo del sostegno diaframmatico. Che sia difficile cambiare le abitudini sbagliate, è un dato certo, però non c’è niente di facile nell’ imparare una disciplina artistica. Dobbiamo far capire agli studenti che lo studio è un processo di crescita, e che in ogni modo, anche se studiano solo un anno e non cantassero più, avranno acquisito per sempre una respirazione più corretta, ed una consapevolezza maggiore della posizione del corpo, che li aiuterà in futuro a parlare meglio. Educare alla tecnica vuol dire, scoprire le risorse profonde che abbiamo tutti noi, e che possono realizzarsi con la volontà e lo sforzo creativo. Imparare un genere musicale e specializzarsi, non vuol dire sapere un certo numero di brani di repertorio, significa, prima di tutto avvicinarsi ad una cultura e soprattutto se non è la nostra, approfondire attraverso l’ascolto, lo spartito e la lingua, elementi fondamentali per potere, dopo, dare una nostra visione interpretativa, che sarà necessariamente diversa dagli elementi originali. Costruire un nuovo concetto della didattica vocale e della formazione artistica, farà sì che si possa dare agli allievi qualcosa di diverso, che è l’unico motivo per il quale gli studenti che usciranno dalla nostra scuola, avranno qualcosa in più, più coscienza tecnica e più conoscenza artistica. Non si tratta d’utopismo (sebbene sia particolarmente convinta che l’utopia debba avere un posto importante nel cuore d’ogni artista) ma di valutare seriamente, le possibilità di successo di un programma di studio, pensato con un criterio diverso. Questo criterio in un argomento difficile e delicato come la tecnica vocale, deve essere unificato ed applicato in tutte le esperienze didattiche: laboratorio, repertorio, e gruppi vocali. Questo riduce l’incertezza, la perdita di tempo e soprattutto la perdita di fiducia dell’allievo che si sente chiedere da ogni insegnante cose diverse e a volte anche contraddittorie. La capacità d’ogni singolo Maestro sarà motivo d’ulteriore arricchimento. Spero che in futuro si possa lavorare per creare qualcosa di nuovo nell’insegnamento della vocalità, e credo anche che sarà un impegno vincente, non soltanto da un punto di vista artistico. La capacità di crescita di una struttura formativa è sempre ancorata alla sua possibilità qualitativa, e sarà importante, che nessuno di noi lo dimentichi.

L'Associazione propone diverse tipologie di corsi e seminari, personalizzati in base alle singole esigenze. Certamente cantanti, attori ma anche persone la cui professione, porta ad un utilizzo assiduo dell'apparato vocale, ad esempio insegnanti, centralinisti, speaker, etc. L'Associazione Culturale Antonio Cotogni propone un Seminario sulla Tecnica Alexander e sulla RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICO-INTERCOSTALE, che prevede l’illustrazione e l’utilizzo dei principi fondamentali del metodo Alexander per l’acquisizione di una corretta postura, di una migliore respirazione e di un sano utilizzo della voce. Tutte le professioni che richiedono un·uso assiduo della voce necessiterebbero di una sana e corretta impostazione vocale e respiratoria, pena l’insorgere di situazioni problematiche dal punto di vista della salute. L'emissione della voce, sia parlata che recitata o cantata, comporta l'azione coordinata di molti muscoli e organi situati nell'addome, nel torace, nella gola e nel capo.·In effetti è tutto il corpo ad influenzare il suono della voce, sia direttamente che indirettamente e la produzione del suono si inserisce in esso come se fosse una vera e propria "catena di montaggio". Il metodo Alexander, interviene come efficace prevenzione e cura della scoliosi e della cattiva posizione della colonna vertebrale. La ginnastica respiratoria come cura della raucedine e dei problemi pre - nodulari. La respirazione diaframmatico - intercostale, fonte di equilibrio e di benessere, assicura un rilassamento attivo, condizione indispensabile per una prestazione vocale di qualità. Lo studio approfondito della problematica del corpo, correggerà la tensione muscolare eccessiva ed erroneamente distribuita. L’Associazione Culturale Antonio Cotogni propone anche uno Stage di Educazione e Riabilitazione Vocale per istruttori ed insegnanti, perché una corretta rieducazione della voce è certamente un efficace mezzo di prevenzione, ma anche una cura, talvolta risolutiva di situazioni problematiche già insorte.

Rosa Rodriguez

 

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"L'Arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere «messaggi», non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente." Ed è per questo che nel sito vi sono omaggi e citazioni alle differenti espressioni artistiche, che vi invitiamo a leggere e commentare.

C O R S I  2010

Tecnica vocale e canto a cura della Maestra Rosa Rodriguez:

  • Livello medio,
  • Livello Avanzato,
  • Perfezionamento,
  • Preparazione Repertorio.

Si propone lo studio dello strumento voce, la sua costruzione ed i lavoro necessario per dar vita a qualsiasi forma di canto artistico. Ed è il cantare facile in ogni genere musicale, l’elemento che distingue insieme al proprio suono ogni bravo cantante. Affinché questo accada, bisogna unire al lavoro vocale una rieducazione del lavoro del corpo. Si elimineranno così le tensioni superflue legate ad un uso scorretto del movimento corporeo: caricare collo – testa – schiena, il quale crea difficoltà respiratorie e ostacola il suono, portando, inevitabilmente, ad una spinta che impedisce una prestazione artistica di qualità. L’obiettivo è riuscire a cantare in maniera naturale, a prescindere dal genere musicale, valutando, un repertorio idoneo alla propria voce.

Leggi la locandina


TECNICA VOCALE per INSEGNANTI

Rieducazione vocale per problemi creati dall'uso errato della voce. Leggi le sezioni dedicate all'argomento nel sito!


S E M I N A R I O

La tecnica Alexander ed il lavoro del corpo. Il seminario si svolge in quattro incontri. È rivolto a cantanti d'ogni genere, ad attori, e a tutte quelle persone che usano la propria voce come strumento di lavoro. Ha come finalità quella di ristabilire un corretto rapporto fra la posizione del corpo, la respirazione, ed il suono della voce, evitando l'affaticamento vocale. La tecnica Alexander ci insegna ad utilizzare la quantità di tensione necessaria per compiere semplici attività quotidiane come sedersi, camminare, stare in piedi, abbandonando le abitudini scorrette.


S O N D A G G I

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