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Nicola Stame PDF Stampa E-mail
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Articoli - Biografie

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Nicola Ugo Stame apparteneva al movimento “Bandiera Rossa”. Silverio Corvisieri scrive così su questo movimento: “Gli azionisti di “Bandiera Rossa” combatterono e morirono per un mondo nuovo, per una società senza sfruttati e senza sfruttatori, senza capitalisti né piccole né grandi, combatterono e morirono per il Socialismo”. Questo caratterizzò il Movimento Comunista d’Italia, vedere nella Resistenza italiana il prologo di una Rivoluzione proletaria. Nicola Ugo Stame, tenore comunista, insieme ai suoi compagni, diede un contributo fondamentale a quella che fu la Resistenza romana. 186 furono i morti di questo movimento, tre volte quelli dati dal  P.C.I., tra l’8 e il 10 settembre in moltissimi morirono a Porta San Paolo per ritardare l’avanzata nazista, in 52 furono uccisi alle Fosse Ardeatine. Comunista puro, lontano dalle logiche del Partito, rifiutò la politica d’unità nazionale e il monolitismo nei rapporti interni al P.C.I., cercando una via alternativa e socialista. Giovanni Amendola, deputato socialista, intellettuale e antifascista, disse che “non si può fare la storia della Resistenza romana senza esaminare obiettivamente l’attività svolta dal movimento “Bandiera Rossa” ”. Nicola Ugo Stame militò nel M.C.d’I. come ufficiale di collegamento tra il comando centrale e le bande sia quelle interne, le romane, sia quelle esterne nel Lazio. Alla sua passione per il canto, che lo portò ad essere un grande tenore, seguì un acceso impegno politico esploso, in particolare, durante i nove mesi dell’occupazione nazifascista a Roma. Da giovane partecipò malvolentieri a varie guerre fin quando, dopo il congedo, approdò alla piena maturità artistica e politica. Già durante il servizio militare Stame era considerato sovversivo e pericoloso, da tenere sempre sotto osservazione e nel’38 iniziarono le persecuzioni politiche nei suoi confronti: la voce di Stame  era divenuta temibile. Nell’agosto del 1939, mentre il tenore stava provando la Turandot, alcuni questurini irruppero nel teatro, gli chiesero se era iscritto al P.N.F. e lui rispose: “no, naturalmente”. Lo arrestarono. L’ugola aveva bisogno della tessera; inoltre risultava appartenere al Movimento Comunista d’Italia. Rimase quattro mesi a Regina Coeli, fu inviato a casa e sorvegliato, ma sapeva che non avrebbe più cantato come professionista. Nel 1943 aderì subito alle bande partigiane che operavano nell’Italia centrale e pagò con la prigione, prima, e con la morte, poi, il suo contributo alla Resistenza. La banda Koch lo arrestò: il “Tenore del popolo”, identificato nella latteria di via S. Andrea delle Fratte, cercò di far perdere le proprie tracce, ma, inseguito, venne raggiunto e bloccato dopo una violenta colluttazione in piazza Mignanelli. Era la mattina del 24 gennaio 1944. Fu condotto a via Tasso dove fu seviziato e, dopo essere stato condannato dal Tribunale Speciale Tedesco al carcere duro in Germania e dopo che questa condanna venne respinta dal maresciallo Kesserling, venne trasferito nel terzo braccio di Regina Coeli dea dove venne preso per essere ucciso alle Fosse Ardeatine. Addosso alla sua salma furono ritrovati oggetti personali: uno strumento per intonare il “la”, un crocifisso d’avorio, un a madonnina in madreperla e un bocchino d’ebano. Il tutto è oggi esposto al Museo Storico della Liberazione in via Tasso. A Roma ci sono due lapidi che ricordano Nicola Ugo Stame; la prima  è in via Torino sulla facciata del Teatro dell’Opera e recita: “Nel 1939 in questo teatro mentre provava Turandot di Puccini nel ruolo di Calaf venne arrestato per antifascismo il tenore Nicola Ugo Stame e per la coerenza delle sue idee il 24 marzo 1944 dopo essere stato torturato in via Tasso fu trucidato alle Fosse Ardeatine dalla ferocia nazista”. Questa è la targa fatta affiggere dall'Associazione Antonio Cotogni il 24 marzo 2000.


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La seconda in via dei Volsci 101 recita: “In questa casa abitò Stame Nicola del Movimento Comunista d’Italia che nella lotta contro il nazifascismo cadde trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944”.

Fonti utilizzate: G.Mogavero, I muri ricordano, Massari Editore S.Corvisieri, Bandiera Rossa nella Resistenza romana, Samonà e Savelli Editore.


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La Famiglia Stame al concerto sulla memoria dell'Associazione Antonio Cotogni con Rosa Rodriguez e Patrizia Pavoncello.

 
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