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L'Artista e l'Impegno: Ibraim Qashoush PDF Stampa E-mail
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 Il 5 luglio 2011 il poeta, cantautore e vigile del fuoco originario di Hama, Siria, Ibraim Qashoush è stato assassinato dalla polizia del regime.

Trovato morto, con la gola tagliata e le corde vocali strappate nel fiume Al-Assi. Il Pen Club International denuncia il fatto e  ricorda con il seguente testo di una sua canzone che in molte parti del mondo la parola è minacciata dalla morte: 

"La Siria ha sete di libertà
La Siria chiede la libertà
Cacceremo via Bashar
Tramite la sola nostra volontà
Siamo mussulmani e cristiani
E chiediamo la libertà
Saluti a Daraa City
Dove la ribellione pacifica è cominciata

Quando chiediamo la libertà
Ci chiamano terroristi
Quando chiediamo di ridarci i nostri diritti
Ci chiamano fondamentalisti

È scritto sulla nostra bandiera nazionale che
Bashar ha tradito la nazione
È scritto sulla nostra bandiera che
il nostro obiettivo è di far cadere il regime
Sta scritto sulla nostra bandiera
Che i media statali siriani sono dannati
Piuttosto la morte che non l’umiliazione
La Siria ha bisogno di libertà"

Dalla traduzione inglese di Ghias Aljundi tradotto in italiano da Stefanie Golisch [fonte: lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/08/05/ibrahim-qashoush-in-memoriam/].

Di seguito una sua poesia che è diventata l'inno di protesta siriano:

"La tua legittimità qui è finita
Vattene Basher
Bashar sei un bugiardo
Al diavolo tu e il tuo discorso
La libertà è alla porta
È ora di lasciare Bashar

Maher sei un codardo
Tu sei un agente degli Stati Uniti
Siriani non saranno umiliati
Vattene Bashar"

 
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